Tutto il gusto del caffè nel mondo

“Come con arte va preparato, così con arte va bevuto”: il caffè, così aromatico e profumato, è forse la bevanda più nota e consumata nel mondo, e non esiste Paese in cui non sia apprezzato praticamente in ogni momento della giornata. Sebbene l’Italia sia considerata universalmente la “patria dell’espresso”, questo non deve ingannarci: di coffee addicted è davvero pieno il mondo e l’Italia, come si suol dire, è solo la punta dell’iceberg! Ogni paese ha le proprie tradizioni legate alla preparazione e al consumo della nera bevanda, ma quali sono le più curiose?

Latte e caffè o caffelatte?

Dimenticate il nostro classico e intramontabile cappuccino, tanto amato per la colazione al bar da noi italiani e che per essere veramente buono deve possedere una giusta dose di caffè e una schiuma di latte densa, corposa e abbondante (come quella che si ottiene con la lancia vapore frog). In Australia e in Nuova Zelanda il concetto di cappuccino si ribalta, perché va per la maggiore il “flat white”, realizzato con una tazza di latte montato e qualche goccia di caffè. È consumato per lo più nei bar, per via di una tradizione importata negli anni ’50 dagli immigrati italiani e greci. Sì, perché noi italiani agli occhi degli altri siamo un po’ “strani”: in quasi nessun altro paese del mondo il caffè viene consumato in piedi al bancone del bar!

Caffè e tè, per una carica doppia

Se a qualcuno non bastasse la dose di energia fornita da una tazza di caffè potrebbe decidere di fare un viaggio a Hong Kong per assaporare lo Yuanyang, un caffè particolarissimo preparato unendo una dose di caffè e una dose di tè nero, insieme a una dose di latte concentrato. Una bevanda molto apprezzata in Cina ma non solo: il successo di questo caffè è stato tale che nel 2010 la catena di caffetterie statunitensi Starbucks ha scelto di proporre la propria versione di questa bevanda altamente energetica.

Un caffè lungo, grazie!

Nell’immaginario collettivo, anche per via dell’idea che ci suggerisce da sempre il cinema, gli Stati Uniti sono la culla del caffè lungo: sorseggiato “on the go” per strada in tazze monouso o affondati in una comoda poltrona di un coffee shop mentre si fa dell’altro, è una bevanda scura bevuta principalmente per ottenere una sferzata di energia. Le varianti più diffuse sono due: il caffè americano, poco forte perché preparato con una parte di espresso e due di acqua e il Red Eye, molto più intenso perché preparato con una parte di caffè americano e una di espresso.

Caffè turco, patrimonio dell’Unesco

Le sue origini sono lontane nel tempo, per molti risalgono al 1500 e da allora il suo aspetto, così come il metodo di preparazione, sono rimasti invariati: per preparare questa bevanda scura e dal sapore intenso si utilizzano un bricco di rame e un macinino in ottone con il quale il caffè viene tritato al momento, e l’infusione avviene due volte consecutive prima che possa essere servito. Nel 2013 questa tipologia di caffè è stata dichiarata patrimonio dell’Unesco.

Cosa bolle in pentola? In Vietnam, il secondo produttore di caffè al mondo dopo il Brasile, va per la maggiore il Cà phê trứng, che potrebbe far storcere un po’ il naso ai “puristi”: si prepara infatti unendo una tazza di caffè filtrato vietnamita a un tuorlo d’uovo e due cucchiaini di latte condensato. Parliamo di un vero e proprio dessert che ricorda vagamente i sapori del tiramisù, più che di un piacere da concedersi in ogni momento della giornata (o quasi!) come il nostro espresso

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