Terremoto, Anzaldi del Pd: “Quanto accaduto in Rai è violazione di contratto di servizio”

Terremoto, Anzaldi del Pd: "Quanto accaduto in Rai è violazione di contratto di servizio"

“Quello che è accaduto ieri in Rai è una violazione di un contratto di servizio. Per inseguire lo share non hanno fatto nè servizio pubblico nè ottenuto ascolti, ieri è stato un bagno di sangue. Hanno detto a una parte del Paese: voi continuate a guardare le fiction perché questo terremoto riguarda solo il Centro Italia”

Terremoto, Anzaldi del Pd: "Quanto accaduto in Rai è violazione di contratto di servizio"

Michele Anzaldi, deputato del Pd, è intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus riguardo il suo tweet di ieri sera sul racconto del terremoto da parte della Rai. “E’ stata una violazione di un contratto di servizio. La Rai ha una concessione e ha contratto con gli italiani che deve rispettare garantendo la copertura su tematiche che sono di servizio pubblico. La principale azienda del Paese, pagata per fare servizio pubblico con il canone degli italiani dovrebbe garantire una copertura totale. Io ho presentato un’interrogazione e spero che su questa vicenda venga aperta un’inchiesta. Una tv commerciale è arrivata prima della Rai. Si può dire che sono stati fortunati perché Sky stava lì per caso. Però la seconda arriva prima della Rai, la terza arriva prima della Rai.

“Se le altre emittenti hanno avuto l’abilità giornalistica di capire che qualcosa era successo lì, la Rai invece ha preso un ragazzo con una macchina e l’hanno mandato lì e c’ha messo 2 ore e 30 allora c’è qualcosa che non funziona. C’è la polemica sul famoso zainetto. Se io prendo uno e gli dico prendi la macchina e vai e in 2 ore e 30 arrivi, quello è un problema non solo tecnico, è proprio di filosofia, di filosofia che non si capisce che un servizio pubblico si deve fare. Il resto della serata è andata così, non c’è stata copertura. Un’altra televisione avrebbe continuato la programmazione, perché avrebbero messo un sottopancia con scritto: su rainews24 tutti gli aggiornamenti, e poi avrebbero fatto edizioni straordinarie del tg1”.

“Io temo che loro, nell’inseguire lo share che ieri è stato un bagno di sangue, basti guardare quello che ha fatto Nemo, hanno deciso di continuare con la consueta programmazione perché il terremoto riguardava solo il centro Italia e secondo loro agli altri italiani non interessava. Così non hanno fatto né servizio pubblico né ottenuto lo share che volevano. Hanno detto a una parte del Paese: voi continuate a guardare le fiction perché questo terremoto riguarda solo il Centro Italia. La sensazione che si ha guardando la tv è che c’è una buona parte del Paese che lottava con diversi gradi di paura: l’ansia di non arrivare all’indomani, l’ansia di dormire. E l’altra parte dell’Italia che non l’ha sentito proprio e neanche l’ha saputo se stava guardando la Rai. Vigiliamo tutti insieme per capire che cosa succede con i soldi del nostro canone. Mi pare poi abbastanza singolare che questa cosa che appare così grave venga denunciata solo dal Pd”.

“La Rai c’è da parecchi anni e funzionava. Adesso ci hanno messo mano, spendendo molti più soldi. La Rai di Gubitosi aveva un piano informazione prevedeva un risparmio di 80 milioni con gli stessi servizi. Quel piano, approvato all’unanimità, dopo un anno è stato accantonato. Adesso non si sa che cosa si pensa dell’informazione. C’è una super direzione editoriale costosissima con super super giornalisti che però non si sa che cosa fa. Da quello che si legge sulle etichette delle porte la colpa è sua. Antonio Di Bella furioso? E’ stato velocissimo e bravo, era lì con la camicia bianca da solo che tentava di spiegare cosa stava succedendo, prima soltanto con immagini fisse.

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