Petya il sequestratore: è lui il nuovo “virus del riscatto”

Non si era ancora spenta l’eco dei danni provocati in tutto il mondo da WannaCry, potente virus informatico del tipo ransomware, che pronto è arrivato il bis.
Questa volta al software maligno è stato dato il nome di Petya, ma la famiglia di appartenenza è sempre la stessa. Si tratta di un ransomware, cioè un “virus del riscatto”, uno di quelli che infetta il pc entrando di solito grazie ad un allegato di posta elettronica, cripta tutti i file presenti nel nostro hard disk e chiede un riscatto per poter procedere allo sblocco di quanto è stato “catturato”.
Il nuovo attacco è partito dall’Ucraina, colpendo molte aziende, i sistemi informatici del governo e addirittura la centrale di Chernobyl, con la richiesta di 300 dollari in bitcoin per sbloccare i file criptati. Dall’Ucraina però, grazie alla velocità di internet, il virus si è diffuso rapidamente in tutto il mondo e sembra aver interessato anche l’Italia.
Il nome Petya non è certo sconosciuto nell’ambiente informatico, anzi era stato protagonista di un altro attacco molto violento negli anni passati: secondo alcuni esperti di sicurezza informatica, però, questa nuova versione sarebbe molto più temibile della precedente ed avrebbe causato molte più vittime, costrette a formattare le proprie macchine e installare nuovamente tutto.
Un consoglio che ci sentiamo di dare è ovviamente quello di installare un buon antivirus e di aggiornarlo frequentemente ma, ancor più importante, effettuare spesso il backup dei propri dati, anche utilizzando i cloud, conservare i driver di installazione dei propri dispositivi e fare una copia dei programmi scaricati: solo in questo modo sarà possibile procedere poi al restore di tutto il materiale e minimizzare i danni di un eventuale attacco.

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