Ministro Ambiente: “Italia ed Europa determinate contro traffico illecito d’avorio”

Ministro Ambiente: "Italia ed Europa determinate contro traffico illecito d'avorio"

Galletti in merito al primo ‘Ivory Crash’ italiano: «Vogliamo accendere i riflettori sui numeri spaventosi e sulle pratiche barbare che caratterizzano il traffico illecito di avorio nel mondo»

Ministro Ambiente: "Italia ed Europa determinate contro traffico illecito d'avorio"

Gian Luca Galletti, ministro dell’Ambiente, alla vigilia del primo ‘Ivory Crash’ italiano a Roma, al Circo Massimo a partire dalle ore 17, ha detto che si vuole accendere i riflettori sui numeri spaventosi e sulle pratiche barbare che caratterizzano il traffico illecito di avorio nel mondo. Così anche l’Italia aderisce alla campagna internazionale di distruzione dell’avorio dopo New York e Parigi, un’iniziativa in cui il ministero dell’Ambiente, il Corpo Forestale dello Stato e la Elephant Action Leagu (Eal) annunciano la propria attiva partecipazione alla lotta contro il bracconaggio, il traffico di avorio e le organizzazioni criminali e terroristiche che traggono profitto da queste attività illegali.

«Vogliamo accendere i riflettori – ha spiegato il ministro Galletti – sui numeri spaventosi e sulle pratiche barbare che caratterizzano il traffico illecito di avorio nel mondo. Di fronte a un fenomeno di questa portata, che mette a rischio la specie degli elefanti e foraggia le reti criminali, l’azione dell’Europa e dell’Italia sarà quanto mai determinata». Cesare Patrone, capo del Corpo forestale dello Stato ha detto che «da anni il Corpo forestale dello Stato si spende con impegno e competenza nel contrasto ai traffici di specie protette, anche utilizzando i beni confiscati, in scuole e musei per veicolare il messaggio della Convenzione di Washington (Cites). L’iniziativa di distruggere una quantità rappresentativa di avorio, confiscato proprio grazie all’attività di polizia, assurge, tra l’altro, a simbolo della più ampia lotta al bracconaggio, che vede tutte le autorità di enforcement della Cites collaborare insieme verso un unico comune obiettivo: fermare il “wildlife crime”»

Andrea Crosta, co-fondatore di Eal ha tenuto a sottolineare come «il commercio illegale di avorio comporta un prezzo altissimo in termini di vite umane e rappresenta un’importante fonte di finanziamento per pericolosi gruppi criminali, milizie e organizzazione terroristiche come al-Shabaab o la Lra di Joseph Kony, oltre che favorire corruzione, riciclaggio di denaro e lo sfruttamento delle comunità locali».

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