Calcio e governo: un rapporto complicato

Serpeggia preoccupazione all’interno della Lega di serie A, per alcune scelte di Palazzo Chigi che la riguardano. Al primo posto c’è il divieto di pubblicità per giochi e scommesse, voluto da Di Maio, e che andrà in vigore il prossimo anno. Danneggerebbe i club di calcio ma anche altre discipline sportive, oltre a tv e quotidiani. La proibizione causerebbe danni, non ancora quantificati ma ingenti, per le società di calcio che hanno sottoscritto contratti con le agenzie di betting, come nel caso della Lazio il cui main sponsor per la stagione calcistica in corso è la piattaforma di betting online Marathon Bet.

Un aumento delle attività illegali

Molti dirigenti di società ritengono, dati alla mano, che il proibizionismo possa alimentare le attività illegale, di qui la proposta di destinare una percentuale delle scommesse ad una seria campagna di contrasto alla ludopatia.

Percentuali dei diritti tv e giovani

Al secondo posto c’è la volontà del sottosegretario Giancarlo Giorgetti, di modificare le percentuali dei diritti tv e di destinare 120 milioni (il 10% del totale) a chi utilizza giocani calciatori cresciuti nei vivai dei club.

Testualmente, la norma contenuta nella legge di bilancio spiega che la quota del 10% deve essere determinata «sulla base dei minuti giocati da giovani calciatori cresciuti nei settori giovanili italiani, di età compresa fra i 15 e i 21 anni, e che siano stati tesserati per l’attuale società almeno per tre interi campionati di serie A».

Così per com’è, la norma non funziona: ci si chiede se può essere il governo a stabilire il minutaggio, quando tocca agli organi del calcio decidere in merito alle organizzazioni dei loro campionati e agli allenatori decidere chi devono mandare in campo.

Facendo i calcoli, si scopre peraltro che il provvedimento riguarderebbe solo 9 giocatori su 20 società di serie A che risponderebbero a tutti i requisiti della legge.

Chi ne trarrebbe vantaggio? Il Milan – grazie all’impiego di Donnarumma e Cutrone – la Fiorentina – che schiera Chiesa e Sottil – ma ne sarebbero escluse l’Atalanta – che pure è una società che valorizza i giovani, per non parlare di Lazio, Inter, Juventus, Sampdoria, Udinese, eccetera.

Giorgetti è un appassionato di calcio, ma la norma da lui è voluta è davvero attuabile oppure occorrerà aspettare che siano le società a dare lustro ai propri giovani?

Calcio e sicurezza

Terzo punto: Matteo Salvini, vicepremier e ministro dell’Interno, ha espresso la volontà di obbligare le società di calcio a versare una percentuale variabile (dal 5 al 10 per cento, circa 10-20 milioni) sulla vendita dei biglietti da destinarsi alla gestione dell’ordine pubblico.

I club hanno risposto: diamo già allo Stato oltre un miliardo e 100 milioni di tasse, paghiamo stewards, tornelli, eccetera.

Insomma, il mondo del calcio è convinto di fare già ampiamente sul fronte della sicurezza.

Molto più ad esempio di chi organizza un concerto, o un evento politico, e riempie stadi e palazzetti.

È probabile che la Lega di A ne parli nella sua prossima assemblea, verso fine novembre o primi di dicembre, quando il presidente Gaetano Miccichè vorrebbe chiudere la partita dell’amministratore delegato, così la “squadra” della Lega sarebbe finalmente al completo.

Miccichè è un manager-banchiere che si sta appassionando al lavoro da presidente della Lega più importante. Per questo si cercherà di trovare un punto di incontro con il governo.

La serie B resta a 19 squadre

Il campionato di serie B rimane a 19 squadre, come voluto in estate dal commissario Roberto Fabbricini e dalla stessa Lega cadetta. La decisione ha provocato una valanga di pronunciamenti degli organi di giustizia, sportiva e dello Stato.

Dalle società che hanno chiesto di essere ripescate potrebbe arrivare la richiesta di risarcimenti alla Figc: ma è una questione complicata che rischia di durare anni e anni. Come sarà la serie B il prossimo anno? Sempre a 19, oppure a 20 o 22? Da parte del presidente della Figc, Gabriele Gravina, c’era la previsione di un format a 20, con la Lega di C di Francesco Ghirelli che chiede ben sette promozioni. C’è un problema, il Tar del Lazio entrerà nel merito della questione solo il 15 marzo del prossimo anno. Tutto fermo quindi?

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